Sahasrara: il calore dell’accoglimento

Siamo giunti all’ultima tappa di questo cammino lungo i sentieri energetici del nostro corpo. Con il settimo chakra vi parlerò dell’energia del Fuoco e di come quest’energia si manifesta, ovvero attraverso il calore.

Vishuddha e l’araba fenice

Come è già successo con Anahata – dove abbiamo parlato di una dimensione spirituale dell’energia – con il quinto chakra, Vishuddha, parlerò dell’attitudine emozionale e… dell’araba fenice

Ajna e il sesto senso

Vi siete mai chiesti da dove arriva il sesto senso, l’intuizione, la capacità di capire le situazioni “annusando l’aria” invece di analizzare razionalmente? Nella medicina classica orientale questa attitudine è legata all’elemento Legno che fornisce l’energia del cambiamento.

Viśuddhi chakra, spazio alla creatività

«In the throat is the place of Bhāratī [the goddess of speech], the Viśuddhi cakra, which has sixteen petals.» Così viene introdotto il quinto chakra nella Samgītaratnākara, un testo risalente al XIII secolo, che evidenzia i vari stati emozionali provocati dal situarsi del Sé nei petali dei chakra. A Viśuddhi è associato il senso dell’udito ed è significativo che l’elemento corrispondente, se tale può essere considerato, sia l’etere.

Anāhata e il calore delle relazioni

Con il quarto chakra, Anāhata, scopriremo un nuovo elemento: il fuoco. Come dico sempre, le tradizioni classiche sono molto pratiche: il fuoco è quello che brucia nel focolare, che si usa per cucinare e per scaldarsi. Rappresenta anche il punto attorno al quale, nell’antichità, le persone si riunivano e si creava la comunità. Rispetto ai chakra Maṇipūra e Svādhiṣṭhāna, legati all’elemento terra, con Anāhata ed il fuoco il nostro viaggio vira verso una dimensione più spirituale. Vediamo come.

Maṇipūra e la coesione della terra

Con il  terzo chakra completiamo quanto già abbiamo visto assieme parlando di Svādhiṣṭhāna riguardo all’elemento terra della filosofia classica cinese. La cosa che più mi affascina delle tradizioni orientale è la praticità. Stavolta non parliamo più della terra fertile dell’orto, ma della terra con la quale si modellano i recipienti e si fanno i mattoni per costruire le case. L’energia di Maṇipūra “tiene insieme le cose”, e la forza che scaturisce è rivolta verso il sé, controllando e stabilizzando. L’energia del secondo chakra era invece rivolta verso gli altri.

Manipura chakra, la città dei gioielli

Il terzo chakra viene rappresentato come un fiore di loto blu con dieci petali. All’interno si trova un triangolo con la punta rivolta verso il basso. Il colore che lo contraddistingue è il giallo, come quello delle scintille. Infatti, manipura significa “città dei gioielli”, un insieme di gemme che splendono.

Svādhișțhāna chakra, stare nella propria sede

A svādhișțhāna può essere attribuito il significato di “propria dimora”. Il secondo chakra si colloca nella zona del bacino, poco sopra il primo, all’altezza degli organi genitali femminili

mūlādhāra e il riverbero dell’acqua

Lo yoga è uno degli strumenti offerti dalla medicina tradizionale indiana per mantenerci in salute: come per le altre medicine orientali l’obiettivo non è solamente curare i sintomi delle malattie, ma ricercare un profondo stato di armonia energetica a supporto delle innate capacità del corpo di auto-curarsi.

Mūlādhāra chakra, il sostegno della radice

Mūlādhāra significa “sostegno della radice”. Al primo chakra compete il radicamento dell’organismo e la sopravvivenza dell’organismo.